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La strada giusta!

Ci sono giornate, come quelle che sto vivendo ora, in cui il regalo più bello che mi sono fatta per questa estate 2025 è rallentare. Ho scoperto una cosa: se rallento.. il tempo aumenta! Me lo ha disse un'amica un paio di mesi fa e lì per lì mi venne da sorridere ma, invece, ha proprio ragione lei. Oggi, ho pensato di uscire e fare una infinità di cose, di cui nessuna impellente e tanto meno necessaria. È la foga di oggi, no? fare correre andare “Cheee?!? Non sei uscita?? Ma come si fa a stare tutto il giorno in casa, io non potrei mai” quante volte ho sentito questa opinione non richiesta. Io però in casa stavo leggendo, c'era una bella intesa con mia figlia e inoltre ospite da noi è un gatto, non troppo apprezzato dalle mie micie sicché l'idea di uscire, che mi sembrava anche legittimata dalle commissioni che avrei fatto e le persone che avrei visto, è svanita in un nulla. Sono una persona compulsiva, con varie compulsioni di cui mi prendo cura da anni una per volta, un ...

Sei solo un costo nella mia contabilità

"Sei solo un costo nella mia contabilità" ha scritto ieri sera a sua figlia 17enne. Cosa si può pensare di una padre che scrive questa frase a sua figlia è presto detto. Ma cosa si può dire a questo padre? NULLA. Non gli si può dire assolutamente nulla, vediamo velocemente il perché, tipo lista della spesa: - parlare con una “persona” che dice queste cose ha lo stesso senso di parlare con un ubriaco  - l'amore per la prole non è una “cosa” che può essere insegnato  - abbassarsi al livello dell’ignoranza fa diventare ignorante chi ignorante non è  Mi sovvengono due proverbi: - Chi semina vento raccoglierà tempesta  - Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Il padre di questa ragazza non è impazzito all'improvviso. Se così fosse, magari, forse, potrebbero esserci delle medicine, dei supporti, dei gruppi di mutuo aiuto, degli specialisti che potrebbero aiutarlo a rinsavire. Dio solo sa quante persone, a vario livello di professionalità, nei suoi 60 anni di ...

Ni uná mas

Ni una más, Non una di meno Ho appena terminato di vedere questa serie di otto puntate, tratte dal romanzo di Miguel Saez Carraz. Che dire…. alle fine la commozione che ho provato è stata veramente tanta. Il classico nodo in gola di felicità mista a entusiasmo; il coraggio di una ragazza diciassettenne di denunciare, in mezzo a tante altre che questo coraggio non lo hanno avuto, è un esempio per tutte noi che suscita un’emozione profonda, direttamente dal cuore verso ogni nostro centro emozionale.  E a tutti voi anche, perché anche i maschi devono denunciare le violenze di cui sono testimoni, in molteplici occasioni e magari fino a prima di questa narrazione non ne erano consapevoli. Il racconto parla anche di questo. In modo diretto e toccante. C'è spazio in questa miniserie per tutte quelle tematiche adolescenziali, e quindi anche genitoriali, che hanno a che vedere con il consenso.  Dovrebbe essere consentito, se non d'obbligo, vedere a scuola queste proiezioni, e poterne d...

Palermo

A Palermo sono arrivata in treno, partendo da Catania, a onor del vero proveniente con il treno da Agrigento, Catania l'avevo visitata qualche tappa prima, per prima! Agrigento: la cittadina di cui mi sono innamorata, non meno di Siracusa! Palermo invece una città. Un altro mondo. La confusione. Gente che corre di qua e di là, nessuna discesa in fondo ai marciapiedi, solo gradini enormi che fanno sbattere il mio bagaglio a mano di qua e di là, proprio come le persone che incontro, proprio come i banchetti che ci sono un po' dappertutto. Devo camminare un bel po' per arrivare al mio hotel; mi piace sempre percorrere a piedi questi tragitti, se possibile, perché mi aiuta a capire dove mi trovo. O a intuirlo. Ma questi scalini sono scomodi, e come fanno le persone in carrozzina? Non esistono le discese è assurdo, ne trovi una e ti chiedi se non è che in realtà è semplicemente il marciapiede consumato. Chi è in carrozzina non può uscire di casa, è evidente. In effetti in tre g...

Agrigento

Agrigento è bellissima, un paese incastonato tra i colli,  il mare. E la valle dei Templi. Ad Agrigento tutti sono gentili, tutti sorridono  Ci si trovano gli anziani, molto anziani, seduti alle panchine, all'ombra naturalmente, che guardano la gente che passa. Ci si trovano gli uomini che parlano tra di loro. La gente ti aiuta, ti sorride, è felice che tu sia nella loro terra, vuole che tu ti senta bene. Non mi capacito del dolore che si provi a lasciare la terra Siciliana per lavorare al nord. Ci sono case abbandonate, e Chiese, costruite nella roccia. E gatti, dappertutto. Tantissimi. Che ti avvicini per dirgli ma che bello che sei ciaoooo, e lui si gira e spesso purtroppo ha gli occhi iniettati di sangue. Poveri i mici di strada. La notte se cammini tra i vicoli, bui, un susseguirsi di scalini in su e in giù, i cani ti sentono e abbaiano, e così ne abbaiano anche altri. Ed è tutto un ululato e un abbaiare. Ma nessuno dice loro di stare zitti, di smetterla. Mi ricordo una v...

In viaggio per Agrigento

Sono arrivata tre giorni fa con l’autobus, il flixbus, da Siracusa. A bordo dopo un po' è salito un “uomo”, lascio passare per ora questo nome comune di persona, molto scortese che poco dopo, con arroganza e con violenza inaudita, ha spinto con una manata il sedile della fila davanti a lui perché la signora che vi era seduta non ha raddrizzato il sedile. "Tira su" le ha urlato. Lei era nella ragione, non ha proferito parola, ha spiegato che era stanca, gli ha suggerito di cambiare posto. Il “signore” una furia. La moglie del “signore” una poveretta. Chissà quante ne subisce tutti i giorni quella donna, e che degrado per tutte noi che si possa restare accompagnate in tale squallore. Potevo finire cosi pure io. M sono salvata, grazie a Dio, grazie a mia figlia e grazie a me stessa. La sensazione di abuso è potente, si appiccica alla pelle, alla memoria, non c'è altro motivo altrimenti, la riconosco subito. Subita è atroce, assistita e non ribattuta devastante. Va riela...