Ni uná mas
Ni una más, Non una di meno
Ho appena terminato di vedere questa serie di otto puntate, tratte dal romanzo di Miguel Saez Carraz.
Che dire…. alle fine la commozione che ho provato è stata veramente tanta. Il classico nodo in gola di felicità mista a entusiasmo; il coraggio di una ragazza diciassettenne di denunciare, in mezzo a tante altre che questo coraggio non lo hanno avuto, è un esempio per tutte noi che suscita un’emozione profonda, direttamente dal cuore verso ogni nostro centro emozionale.
E a tutti voi anche, perché anche i maschi devono denunciare le violenze di cui sono testimoni, in molteplici occasioni e magari fino a prima di questa narrazione non ne erano consapevoli.
Il racconto parla anche di questo. In modo diretto e toccante. C'è spazio in questa miniserie per tutte quelle tematiche adolescenziali, e quindi anche genitoriali, che hanno a che vedere con il consenso.
Dovrebbe essere consentito, se non d'obbligo, vedere a scuola queste proiezioni, e poterne discutere con ragazze e ragazzi, varrebbero molto di più di ripetitivi incontri sull’affettività e dei bei discorsi degli esperti sulla sessualità. Anno dopo anno, sempre uguali.
Studenti e studentesse le cose le conoscono già, hanno caso mai bisogno di esempi per uscire dalla paura e a questo serve questa meravigliosa miniserie. E se non le conoscono, vogliamo insegnarle tramite discorsi in cattedra o grazie a loro pari in scena?
Ni una más non e stato scritto per raccontare una storia ma per insegnare che la storia siamo noi. In ogni momento in cui scegliamo di essere storia.
Una volta mi è capitato, beh capitato non direi, essendo una attività organizzata in un’assemblea, di partecipare all'affissione di un lenzuolo con scritto “No allo strupatore in campo”. C'era tanta gente che passava davanti ma nessuno e nessuna ci hanno domandato il perché di quel lenzuolo.
Sorella ti credo.
Ogni volta che queste tre parole vengono pronunciate, tutte le donne violate nel silenzio, quelle sotterrate nonostante il loro grido di aiuto, quelle che mai più saranno ritrovate e tutte, tutte, voglio pensare e credere che abbiano un briciola di giustizia.
Insieme possiamo.
Una mano con l’altra, intrecciate; e anche se credi di esserlo, sola, non smettere mai di lottare, di cercare, di crederti, e agganciati a una rete di sostegno.
Usiamo i social per fare rete, aiutiamo chi ci sta vicina. Denunciamo, sempre.
Se sei vittima di uno stupro o di qualsiasi altra forma di violenza o vuoi aiutare una persona ma non sai come fare, non esitare a contattarmi in privato ❤️
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E mi raccomando poi, fammi sapere cosa ne pensi, qui nei commenti! 😉
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