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In viaggio per Agrigento

Sono arrivata tre giorni fa con l’autobus, il flixbus, da Siracusa. A bordo dopo un po' è salito un “uomo”, lascio passare per ora questo nome comune di persona, molto scortese che poco dopo, con arroganza e con violenza inaudita, ha spinto con una manata il sedile della fila davanti a lui perché la signora che vi era seduta non ha raddrizzato il sedile. "Tira su" le ha urlato. Lei era nella ragione, non ha proferito parola, ha spiegato che era stanca, gli ha suggerito di cambiare posto. Il “signore” una furia. La moglie del “signore” una poveretta. Chissà quante ne subisce tutti i giorni quella donna, e che degrado per tutte noi che si possa restare accompagnate in tale squallore. Potevo finire cosi pure io. M sono salvata, grazie a Dio, grazie a mia figlia e grazie a me stessa. La sensazione di abuso è potente, si appiccica alla pelle, alla memoria, non c'è altro motivo altrimenti, la riconosco subito. Subita è atroce, assistita e non ribattuta devastante. Va riela...