Inizia la scuola, anche per noi precarie
Inizia la scuola.
Quando ero studentessa era una tragedia, adesso che sono insegnante i sentimenti oscillano tra l’entusiasmo e lo sconforto.
L’entusiasmo di conoscere tante nuove piccole anime, poter offrire il mio piccolo grande contributo nella loro crescita, loro che hanno dai 10,11 anni e non arrivano oltre ai 14.. Che hanno tutta la vita davanti eppure sono già così pieni di esperienze, idee, vissuti. Il privilegio di accompagnarli per nove mesi, tutti i giorni, anche in quelli in cui hanno litigato a casa, o in cui si sono innamorati, o hanno semplicemente tanto sonno. Il primo ciclo, il primo no, le lacrime per l’insufficienza e, purtroppo, anche per l’8 invece che il 10. Tante piccole realtà quotidiane fatte di momenti.
Sono immensamente grata di potere impiegare le mie ore di lavoro in questo modo; sono nata educatrice ed è stupendo come la mia formazione si fonda in questo tutt’uno, e che il flusso della mia vita (tutt’altro che semplice, scontata o lineare) abbia un senso che io nell'immediatezza del presente non ero minimamente mai riuscita a cogliere.
Lo sconforto di fare parte di un sistema scolastico che non riconosce lo stato di precarietà e di stress lavoro correlato che affianca la vita di noi precarie, che ad ogni incarico sappiamo che l’anno successivo saremo da un’altra parte: e non abbiamo mai idea di dove.
Quest’anno lavoro a 50km da casa, con uno spezzone di 10 ore che al di là di ogni ragionevole “sia fatta la Sua volontà”, mi fa cadere nella domanda retorica di come potrò lavorare serenamente se sarò costretta ogni giorno a più ore di viaggio di quanto non siano quelle che io realmente trascorrerò nelle aule. Perché alla fine dei conti, quest’anno lavorerò per qualcosa che è di poco superiore alla gratuità se considero i costi che dovrò sostenere, e le creature che avrò il privilegio di seguire non hanno alcuna colpa di questo, dovranno vedermi tutti i giorni al meglio delle mie possibilità. E così sarà.
Non mi si dica che avrei dovuto fare scelte altre al momento della lotteria preferenze estive – si perché noi d’estate non siamo in ferie, siamo in stallo, e per quella che verrà, l’estate 2026, personalmente non sarò nemmeno retribuita – perché le scelte sono state corrette, a occhi chiusi come siamo abituate, senza sapere effettivamente dove ci sarà la possibilità di lavorare; è il sistema di attribuzione delle cattedre che è errato e ha assegnato in prima battuta cattedre peggiori di quelle disponibili successivamente. A questo punto mi chiedo se ha senso spendere migliaia di euro in corsi se poi si viene trattate così. Credo di no, credo che la mia formazione per ora si fermerà qui. A 52 anni non è neppure male.
Persone, senza colpa, in fondo alla graduatoria che prendono quella che avrebbe dovuto essere la cattedra di altre, meglio collocate in graduatoria, semplicemente perché il sistema non torna indietro, perché è sempre stato così, perché i sindacati non sono interessati a queste cose, e comunque poi agli scioperi non partecipa mai nessuno.
Non c’è equità. Non c’è giustizia. Non c’è riguardo alcuno per noi, insegnanti in Italia.
Noi insegnanti precari, tra l’altro, iniziamo a lavorare anche sapendo che lo stipendio non si sa quando arriverà, proprio oggi la dsga (direttrice servizi generale amministrativi) mi ha riferito che, se può essere di consolazione, lei lo scorso anno il primo lo ha ricevuto a gennaio. No, non mi è di consolazione esimia Dsga, mi è di abbattimento tanto che mi chiedo se forse non sarebbe stato meglio rinunciare all’incarico.
Questo succede, anche, a scuola.
Di desiderare di mollare. Ma le “mie” future anime dell’anno scolastico 2025/2026 questo non lo sapranno mai.
Vedranno solo il mio sorriso che ogni giorno chiederà loro: “Come state? “, e sarò realmente interessata a saperlo.
Di seguito alcuni degli acquisti che ho effettuato per quest’anno scolastico, e che possono essere utili anche ai genitori :
Iliade facile, attraverso oltre 100 schede e mappe concettuali
Odissea facile, attraverso oltre 100 schede e mappe concettuali
Temi facili. Strategie e modelli per scrivere testi in modo efficace
Esercizi di stile su Cappuccetto Rosso
Giochi linguistici per imparare italiano
Commenti
Posta un commento